My Story (1/2) ~ Using meditation to deal with panic attacks, stress & anxiety

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Da bambino attorno ai 7- 8 anni soffrivo di attacchi di panico. Avevo attacchi di panico da bambino e questi attacchi di panico erano molto forti, spaventosi. E sebbene avessi una bella famiglia mio padre era
un grande insegnante di meditazione mia madre era
molto gentile e affettuosa e si prendeva cura di me più che di se stessa, e avevamo molti amici simpatici. Nonostante avessi un ottimo ambiente e una famiglia amorevole, nonostante questo il panico mi seguiva come un’ombra. Anche se non c’erano
grandi problemi vedevo grandi problemi avevo paura. avevo paura della natura dei tuoni dei fulmini delle forti tempeste di vento. Paura degli sconosciuti e di molte altre cose. Cercavo una soluzione
ai miei problemi. ai miei problemi. Qualche volta
andavo nelle grotte, perché ero nato nel nord del Nepal. proprio al centro dell’Himalaya dove ci sono splendide montagne e nelle montagne ci sono
molte belle grotte. Andavo nelle grotte mi sedevo lì e facevo finta di meditare. Non avevo idea di cosa
fosse la meditazione ma mi limitavo a sedermi lì. Ho scoperto una cosa
sulla meditazione ma non ve la dirò ora è un piccolo segreto ve la dirò dopo non preoccupatevi, abbiate pazienza. E mi è servita un po’ soprattutto attorno ai nove anni più o meno 9 anni di età quando chiesi a mio padre di insegnarmi la meditazione e lui ha accettato. Cominciò a insegnarmi
le tecniche di meditazione ed ero molto felice a quel tempo ma ero anche un bambino pigro. Mi piaceva molto la meditazione ma non avevo voglia di meditare. Poi, quando avevo circa 13 anni, a quel tempo ero in India: al Monastero Sherab Ling. C’era il ritiro tradizionale dei tre anni che stava per cominciare al Sherab Ling. Allora ho pensato: “Oh dovrei partecipare a
questo ritiro di tre anni.” Allora pregai mio padre, di chiederlo all’Abate del Monastero: Sua Eminenza
Tai Situ Rinpoche. che accettò che mi unissi al
ritiro dei tre anni. Il ritiro dei tre anni, si svolge in un Centro, dove ci si siede insieme ognuno ha la propria stanza e in ogni stanza c’è una sorta
di scatola di meditazione Qualcosa largo così alto così.
Sapete, una scatola, chiamata “scatola di meditazione”. E noi restammo seduti nella scatola per tre anni cercando di praticare la meditazione. All’inizio dei
tre anni di ritiro il mio panico peggiorò. Avevo paura di tutto. soprattutto in occasione delle preghiere di gruppo Ci si incontrava tutti
nella grande sala e si pregava insieme. Si usavano molti
strumenti musicali. C’erano i “rag-dung” che credo che si traduca in Inglese con corno
o “grande corno” Molto rumoroso:
“Brrrrrhhuuhh” E poi gli “gyalings”, sapete:
“hahahahaha” e i cimbali, quelli grandi:
“dam-damdamdam” Tutti questi rumori mi
facevano diventare pazzo Non dovevamo fare questi canti troppo a lungo:
ogni giorno, forse, per 2 ore, Tra le 2 e le 3 ore. un’ora e mezza la mattina,
un’ora e mezza il pomeriggio, qualcosa del genere. Ma in ogni modo questo era per me
un grande problema. E a volte ero costretto ad
abbandonare la sala: nel bel mezzo di una preghiera
dovevo uscire perché quei rumori erano
troppo forti per me A quel tempo
ero molto infelice perché il mio panico diventava
sempre più forte peggiorava sempre più. Un giorno mi sono
posto una domanda, perché avevo imparato molte tecniche di meditazione da mio padre e da altri
grandi Maestri, come Sua Eminenza,
Tai Situ Rinpoche e Saljay Rinpoche. Ma di fatto non avevo mai
realmente applicato queste tecniche al mio panico. Allora mi sono posto una domanda, questa domanda: “Vuoi davvero passare altri
due anni in questo modo? O vuoi veramente applicare le tecniche meditative al panico?” Mi sono posto questa
domanda per alcuni giorni. Alla fine ho pensato: “Ora voglio davvero applicare le mie tecniche di meditazione al mio panico ai miei attacchi di panico.” Ho deciso di applicare le tecniche di meditazione
ai miei attacchi di panico. Mi sono seduto nella mia stanza per 3 giorni. Per quel tempo non mi sono unito alle preghiere di gruppo. Stavo semplicemente solo cone me stesso nella mia stanza. E cercavo di praticare la meditazione col panico. Come? Usando il panico come sostegno per la meditazione. Vi spiegherò meglio questo più avanti. Questo è stato l’aspetto più importante
di quel ritiro di meditazione. Vi spiegherò meglio
questo aspetto più avanti. La cosa importante per ora è che ho usato il mio panico come sostegno per la meditazione. Il panico è diventato
l’oggetto di meditazione. È stato proprio bello! Sottotitoli:
Comunità Centro Avalokita Per saperne di più sulla pratica
della meditazione, visita:

Tergar Meditation Community

 

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